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La Società Italiana di Medicina Tropicale e Salute Globale (SIMET-ETS) esprime sconcerto e preoccupazione in relazione ai fatti avvenuti il 12 febbraio 2026 presso l’Ospedale di Ravenna, che hanno coinvolto il reparto di Malattie Infettive e sei medici attualmente oggetto di accertamenti, e ritiene opportuno sottolineare alcuni principi fondamentali della professione medica e dell’ordinamento costituzionale.

Il medico esercita la propria attività in scienza e coscienza, con l’obiettivo primario della tutela della salute della persona, come previsto dal Codice di Deontologia Medica.

Nello specifico la valutazione dell’idoneità al trasferimento presso un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), ai sensi della Direttiva del Ministero dell’Interno del 19 maggio 2022, rappresenta un atto clinico fondato su competenze professionali, dati sanitari e criteri scientifici.

Le certificazioni di inidoneità si inseriscono in un contesto clinico complesso e tengono conto delle evidenze scientifiche disponibili sugli effetti che condizioni di trattenimento possono avere sulla salute fisica e mentale. Documenti tecnici, tra cui il Policy Brief del 22 gennaio 2026 dalla World Health Organization (WHO), richiamano l’attenzione sui possibili rischi sanitari connessi alla detenzione amministrativa delle persone migranti.

In questo quadro, il medico è chiamato a valutare caso per caso, nel rispetto del principio di precauzione e dei doveri deontologici di tutela delle persone in condizioni di fragilità, assicurando che ogni decisione sia orientata alla prevenzione di possibili danni alla salute.

Eventuali verifiche su tali valutazioni rientrano nelle prerogative delle autorità competenti; tuttavia, appare essenziale che sia sempre salvaguardata l’indipendenza del giudizio medico, affinché esso rimanga ancorato esclusivamente a valutazioni cliniche e deontologiche, nell’interesse del paziente.

L’articolo 32 della Costituzione afferma che “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Questo principio costituisce il fondamento dell’azione sanitaria e si applica a tutte le persone, indipendentemente dalla loro condizione giuridica.

La tutela dell’autonomia professionale del medico rappresenta uno strumento essenziale per garantire l’effettività di questo diritto, nel quadro di un sistema sanitario improntato all’universalità, all’equità e al rispetto della dignità della persona.

Le modalità operative adottate in un ambito sanitario richiedono sempre particolare attenzione, al fine di garantire la continuità assistenziale e preservare un clima di fiducia ed efficienza indispensabile per il corretto svolgimento dell’attività clinica. È interesse comune che eventuali accertamenti si svolgano con modalità tali da non interferire con l’erogazione delle cure e con il regolare funzionamento dei servizi.

La Società Italiana di Medicina Tropicale e Salute Globale esprime vicinanza e sostegno ai colleghi coinvolti, nella fiducia che ogni accertamento possa svolgersi nel pieno rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento e della migliore funzionalità dei servizi sanitari. Ed auspica un confronto costruttivo tra istituzioni, professione medica e società scientifiche, nell’interesse primario della salute delle persone e della qualità del sistema sanitario.

Roma, 15 febbraio 2026

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